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Messa in Sicurezza dei Vetri

Con le pellicole di sicurezza si può!

La messa in sicurezza dei vetri rappresenta un serio problema all’interno della maggior parte degli edifici, privati o pubblici che siano.

Il nostro intento con questo articolo è proprio quello di informare e, se possibile, contribuire a prevenire eventuali rischi dovuti alla mancata messa in sicurezza delle vetrate; rischi spesso sottovalutati anche a causa della scarsa conoscenza normativa.

Occorre in primis ricordare che per la sicurezza degli edifici esistono normative specifiche alle quali bisogna attenersi, esse impongono particolari tipologie di vetri o trattamenti che ne aumentano la sicurezza e prevengono eventuali rischi e infortuni.

Queste normative sulla sicurezza dei vetri non sempre sono conosciute o rispettate. Un esempio eclatante di questa situazione sono i condomini, davvero in pochi rispettano le normative sulla sicurezza e prevenzione.

Normative Vigenti sulla sicurezza

Andiamo perciò a vedere insieme quelle che sono attualmente le normative vigenti sulla sicurezza degli edifici:

Normativa D.Lgs. 626/94, poi aggiornata D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. con il quale è stato approvato il “Testo Unico sulla sicurezza e salute delle lavoratrici e dei lavoratori”;
Normativa del 5 marzo 1990, n. 46 e s.m.i., riguardante le norme per la sicurezza degli impianti;
Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 gennaio 2008, n. 37, recante disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici;
Normativa UNI 7697/2007: Impone vetri di Sicurezza stratificati e temprati in ambienti come condomini e non solo, scuole, ospedali,asili rientrano tutti all’interno di questa norma di sicurezza.

Come faccio a capire se un vetro rispetta le normative di Sicurezza?

I vetri di sicurezza si definiscono tali poiché a differenza dei vetri comuni, presentano caratteristiche di rottura che sono state alterate in fase di lavorazione per impedire che si sgretolino in mille schegge, provocando così lesioni significative.

I vetri di sicurezza sono perciò tutti quei vetri in grado di contenere la rottura del vetro riducendo al minimo i rischi per la persona.

attestazione obbligatoria per la certificazione dei vetri di sicurezza

Tutti i Vetri di sicurezza devono avere un’attestazione di conformità (Direttiva 89/106/CE) che rispetta le seguenti regole:

⦁ L’attestazione di conformità CE deve contenere le seguenti informazioni previste dalla legislazione:
⦁ Simbolo CE indicato nella Direttiva 93/68/CEE;
⦁ Numero identificativo dell’Ente certificatore (se pertinente);
⦁ Nome o marchio identificativo e indirizzo registrato del produttore;
⦁ Ultime due cifre dell’anno di applicazione della marcatura;
⦁ Numero di certificato (se pertinente);
⦁ Numero della norma europea;
⦁ Descrizione del prodotto e informazioni delle caratteristiche regolate.

Sulla base di questa regole sono quindi considerati vetri di sicurezza tutti i vetri stratificati di sicurezza e i vetri temprati di sicurezza.

Mentre non sono vetri di sicurezza:

⦁ Vetro Ricotto, cioè il vetro ordinario;
⦁ Vetro Indurito, la cui rottura avviene in pezzi grossolani in grado di provocare ferite;
⦁ Vetro Armato, che hanno una rete metallica interna, inserita per laminazione.

Vetro Stratificato di Sicurezza

Prendiamo perciò in analisi (UNI EN 12543) il vetro stratificato di sicurezza analizzandone le diverse tipologie e composizioni. Esso è composto da minimo due lastre, esse vengono tenute insieme da diversi fogli di PVB (Polivinilbutirrale).

A Seconda del numero di lastre e di strati di PVB il vetro stratificato di sicurezza consente di ottenere diversi livelli di sicurezza e protezione.
E’ proprio lo strato di PVB che dona al vetro queste proprietà a favore della sicurezza, trattenendo i diversi frammenti del vetro. Questa tipologia di vetro può avere diverse caratteristiche:

⦁ Vetro Stratificato Acustico di Sicurezza: (A differenza di quello comunemente utilizzato questo è composto con materiali plastici specifici che permettono di ottenere ottime prestazioni in materia di isolamento acustico.)

⦁ Vetro Stratificato di Sicurezza Resistente al Fuoco: (Anche questa tipologia come i vetri di sicurezza acustici, presentano specifiche composizioni che rendono il vetro resistente al fuoco.)

Vetro Temprato di Sicurezza

Un vetro può essere definito “temprato di sicurezza” nel momento in cui la lastra subisce il processo di tempra termica che migliora notevolmente le caratteristiche di resistenza a flessione e ne caratterizza la modalità di rottura.

La modalità di rottura del vetro temprato di sicurezza è molto particolare poiché una lastra è in grado di rompersi in tanti piccoli frammenti di vetro arrotondati che riducono così il rischio di taglio; accortezza certificata dalla norma UNI EN12150-1.

 esempio di vetro temprato rotto

Oltre alle funzioni che abbiamo appena visto insieme, possono essere conferite al vetro anche altre importanti caratteristiche:

⦁ protezione dal rischio di ferite in caso di urti accidentali;
⦁ protezione dal rischio che oggetti in caduta attraversino coperture vetrate;
⦁ protezione dal rischio di caduta delle persone;
⦁ protezione dagli atti vandalici e dall'effrazione;
⦁ protezione da proiettili di armi da fuoco ed esplosione.

Normative di Riferimento riguardanti la Classificazione del Vetro:

In base a cosa il rischio e le vetrate vengono classificati? I vetri vengono classificati a seconda dei criteri di posizionamento, composizione, resistenza e modalità di rottura.
Questa classificazione è dettata e imposta dalla Normativa Europea UNI 7697:2015 sui “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”.

Come possiamo vedere nell’immagine sottostante ci sono alcune sigle a seconda del vetro che si va a classificare. Entriamo però all’interno dell’UNI 7697 cercando di capire come questa classificazione avviene:

classificazione del vetro a seconda dell'entità del rischioSicurezza Semplice - EN 12600 1B1 - Raggruppa tutti i vetri che si trovano dal piano di calpestio fino ad un metro di altezza e che sono in grado di resistere alla caduta dell'impattatore di 50 kg da 1200mm di altezza. Essa perciò comprende tutte le aree con alto rischio di sicurezza come ad esempio, scuole, asili, palestre, locali commerciali con grandi vetrine, etc.

Sicurezza Semplice - EN 12600 2B2 - A differenza della classificazione 1B1 raggruppa tutti i vetri che si trovano al di sopra del metro di calpestio e che sono in grado di resistere alla caduta dell'impattatore di 50 kg da 450mm di altezza. Ideale solitamente per la messa in sicurezza delle scuole con parti vetrate che si trovano oltre il metro d’altezza;

Sicurezza Semplice - EN 12600 3B3 - Raggruppa tutti i vetri che presentano rischi minori e che si trovano al di sopra dell’altezza della luce. Essi devono resistere alla caduta dell'impattatore di 50 kg da un’altezza di 190 mm;

Altre Normative riguardanti la Sicurezza dei Vetri:

UNI EN 356 - Vetro di Sicurezza. Prove e classificazione di resistenza contro l’attacco manuale;

UNI EN 13541 - Prove e classificazione della resistenza alla pressione causata da esplosioni;

UNIEN 13363 - Dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate. Calcolo della trasmittanza solare e luminosa;

UNI/TR 11404 - Qualità ottica e visiva delle vetrate isolanti

UNI/TS 11300-1 - Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva e invernale;

UNI EN 410 - Vetro per edilizia. Determinazione delle caratteristiche luminose e solari delle vetrate;

UNI 11463:2017 - Vetro per edilizia. Elementi in vetro avente funziona anti caduta, resistenza al carico statico lineare e al carico dinamico.

EN 14179 - Vetro di silicato sodo-calcico di sicurezza temprato termicamente e sottoposto a Heat Soak test;

D.P.C.M. 5/12/1997 - Determinazione dei requisiti acustici degli edifici;

EN12150 - Vetro di sicurezza temprato termicamente;

Come faccio a Mettere in Sicurezza i miei vecchi Vetri?

Le superfici vetrate non a norma, non necessariamente hanno bisogno di essere sostituite.

Secondo le normative vigenti sulla sicurezza nelle applicazioni vetrarie, è necessario incrementare la resistenza dei vetri in modo da evitare pericoli dovuti a urti involontari, sollecitazioni o atti vandalici, che molto spesso determinano un effettivo rischio per le persone che si trovano vicino alle vetrate.

Per incrementare la resistenza del vetro è sufficiente applicare una pellicola di sicurezza per vetri. Queste tipologie di pellicole adesive di sicurezza, rappresentano oggi uno strumento di prevenzione importante. Esse vengono applicate direttamente sulla superficie interna o esterna dei vetri, incrementandone la resistenza e rendendo il vetro anti-scheggia o addirittura a prova di bomba a seconda del grado di protezione che si vuole ottenere. Queste performance sono assicurate al produttore di pellicole per vetri dall’ente certificatore che ha testato e quindi certificato la pellicola, rispettando i parametri imposti dalle normative di sicurezza europee.

Come può una Pellicole di Sicurezza per vetri proteggermi da eventuali rischi?

Chi per la prima volta si approccia al prodotto può manifestare un certo scetticismo: "come possono delle pellicole adesive applicate sui vetri salvaguardare la mia sicurezza da eventuali rischi?".
Giustamente, non conoscendo le caratteristiche e la composizione del prodotto è facile avanzare dei dubbi.

Le pellicole di sicurezza per vetri hanno una composizione in poliestere di vari spessori; esse sono omologate, in base allo spessore del vetro su cui saranno installate, per resistere alle diverse tipologie di urti o sollecitazioni. Ad esempio: una pellicola per vetri superiore a 100 Micron applicata su vetrate non conformi le rende resistenti a importanti sollecitazioni creando un involucro protettivo che in caso di rottura del vetro trattiene l’intera lastra e tutte le eventuali schegge all’interno del serramento. E’ in questo modo che le pellicole di sicurezza per vetri preservano l’incolumità delle persone che si trovano vicine, scongiurando così l’eventuale rischio di ferite o lesioni causate dalla rottura del vetro.

3 Validi motivi per preferire le Pellicole di Sicurezza alla Sostituzione dei Vetri:

messa in sicurezza delle vetrine rotte, vetro camera

⦁ Sostituire le vecchie vetrate esistenti con vetri stratificati comporta nella maggior parte dei casi la sostituzione dei serramenti, quindi un notevole aggravio economico ed un allungamento della tempistica, poiché la mole di materiali e lavoro cresce considerevolmente;
⦁ Le Pellicole di Sicurezza per vetri rispettano gli attuali requisiti conformi alle normative UNI EN 12600 e sono certificate e omologate secondo le varie categorie di rischio, tra cui 1B1, 2B2, 3B3;
⦁ Le Pellicole di Sicurezza sono garantite direttamente dal produttore dai 10 ai 15 anni.

Quali sono i criteri per la corretta scelta della Pellicole di Sicurezza?

Vi consigliamo di prestare molta attenzione e, se necessario, di farvi guidare da un esperto nella scelta della pellicola di sicurezza adatta alla categoria di rischio che dovete rispettare. Questa scelta, infatti, richiede un'analisi del rischio da parte di un tecnico specializzato, che attraverso specifici strumenti diagnostici per la misurazione di spessore e composizione del vetro; vi saprà consigliare la soluzione più idonea alle esigenze dei vostri vetri.

La tipologia di pellicole di sicurezza da applicare sul vostro vetro cambia a seconda dello spessore del vetro. Ad esempio, un vetro monolitico da 8mm avendo un peso di gran lunga maggiore rispetto ad un altro da 4mm, avrà bisogno per la messa in sicurezza di una pellicola con caratteristiche sicuramente superiori.

Alcuni tipi di pellicole per vetri di sicurezza possono anche avere proprietà di controllo solare, risolvendo così altre importanti problematiche di abbagliamento e calore eccessivo negli ambienti, a tutto vantaggio del comfort climatico.

Le pellicole di sicurezza a controllo solare per vetri sono inoltre detraibili dalle spese, poiché rientrano all’interno di due casistiche di agevolazioni fiscali: il bonus sulla ristrutturazione edilizia rilasciato con la legge di stabilità del 2017 e l’Ecobonus.
Nel caso della ristrutturazione è possibile scaricare il 50% della spesa fino ad un massimo di 96.000 Euro. Mentre nel caso dell’Ecobonus è possibile scaricare oltre il 65% dell’importo speso fino ad un tetto massimo di 30.000 Euro, espandibili a 100.000 Euro nel caso di interventi di riqualificazione energetica globale.